Per oltre 1000 anni Lomazzo ha costituito un caso unico in Italia:
un unico paese, un unico centro abitato, spaccato in due sulla via centrale
e spartito fra due città, due diocesi e, nel medioevo, persino due stati.
Metà apparteneva alla città e alla diocesi di Como (Lomazzo Comasco,
o "Lumazz de Sott", parrocchia S. Siro, rito romano) e metà faceva riferimento alla città
e alla diocesi di Milano (Lomazzo Milanese, o "Lumazz de Sura",
parrocchia S. Vito, rito ambrosiano).
Proprio questo strano equilibrio fece sì che da sempre Lomazzo fosse riconosciuto
come luogo di incontro neutrale fra le ambascerie comasche e milanesi. Diversi furono
i trattati di pace stipulati, ma il più importante fu l'ultimo, sancito
nel 1286 (ufficialmente conosciuto come Pace di Lomazzo),
che ha ristabilito in via definitiva l'armonia fra le due città lombarde.
Infatti, pur non mancando in seguito momenti di forte tensione e di instabilità,
non avvenne mai più che milanesi e comaschi stendessero le armi contro la città vicina.
Anzi: dal XIV secolo Como si mise sotto la protezione di Milano e da allora formò
una cosa sola con la città ambrosiana, contribuendo a fondare con essa la prosperità
della Lombardia viscontea e sforzesca.
I personaggi storici presenti alla rievocazione
LOTERIO RUSCA, SIGNORE DI COMO
Prepotente signorotto comasco, esponente della famiglia
ghibellina dei Rusca. Nel 1276, approfittando della nobiltà d’animo del Vescovo,
prese il potere con la forza, e per assicurarsi il dominio assoluto sulla
città decise di eliminare il Vescovo. I suoi seguaci diedero alle fiamme il
palazzo vescovile, rubarono i beni delle chiese di Como e compirono
profanazioni.
GIOVANNI DEGLI AVVOGADRI, VESCOVO DI COMO
Vescovo di Como, imparziale rispetto alla contesa fra guelfi
e ghibellini. Sopravvissuto al terribile attentato terroristico dei ghibellini,
trovò rifugio a Milano. Il 25 aprile 1282 osò coraggiosamente
rientrare in territorio comasco, a Lomazzo S. Siro, e qui lanciò la scomunica
contro Loterio Rusca, il quale per tutta risposta dichiarò guerra a
alla città di Milano, che offriva protezione al Vescovo Giovanni.
LANTELMO DA BENZONE E MATTEO DA ROMANA, ARBITRI DELLA PACE
Dopo quattro anni di guerra, Como e Milano nominarono
ciascuna un arbitro. I due si incontrarono a Lomazzo, e qui trovarono
un accordo sulle condizioni della Pace. Convocarono allora tutte le
autorità comasche e milanesi, insieme con gli ambasciatori delle
principali città lombarde.
OTTONE VISCONTI, ARCIVESCOVO E SIGNORE DELLA CITTÀ DI MILANO.
Personaggio di grandissimo prestigio, l’Arcivescovo Ottone fu
il capostipite della signoria dei Visconti su Milano. Il 2 aprile 1286
cavalcò fino al nostro paese per prendere parte alla Pace di Lomazzo.
Approfondimenti
- Approfondimento completo
sulla storia della Scomunica e della Pace di Lomazzo
- Raccolta dei documenti originali
utilizzati per la Rievocazione Storica
La lapide di Brolo S. Vito
In questo antichissimo
Brolo di San Vito
il 19 luglio 1249 si rinnovava e si sottoscriveva
dopo undici anni di sanguinose lotte
la pace già stipulata nel 1127 fra Milano e Como.
Nuovamente infranta veniva ancora qui
solennemente discussa, concordata e sigillata
il 30 marzo 1286 dagli arbitri:
Lantelmo da Benzone, Matteo da Romana,
Anselmo da Alzate, Gasperino da Garbagnate,
Iacopo da Monza, Alberto Bossio
Parlamentari di Milano
e da Enrico da Alzate, Guglielmo Guilizone,
Bertaro di Zezio e Pietro Rusca
Parlamentari di Como
Il 2 aprile successivo giungevano quivi
l'Arcivescovo Ottone Visconti e Ugolino Russo
Podestà di Milano e per Como
il Podestà Guido da Castiglione
e Loterio Rusca Signore del Popolo
i quali confermati i capitoli della Pace
la pubblicavano alla presenza dei delegati
Comaschi e Milanesi e degli ambasciatori
di altre città
Il Comune ricorda l'atto memorabile qui compiutosi
a termine delle secolari lotte fratricide fra Milano e Como
Anno 1934 - XII° E.F.
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